Come fare l’olio di iperico

Cos’è l’Iperico?
L’iperico (o erba di San Giovanni) è una pianta erbacea dai caratteristici fiori gialli. Le foglie sono ovali allungate, quelle più alte sono le più piccole. Se osservate in controluce presentano una specie di forellini (in realtà sono delle ghiandole translucide). Questa apparente perforazione ha dato origine al nome botanico: Hypericum Perforatum.
Se vi guardate bene intorno in questi giorni sicuramente lo troverete anche voi.  L’iperico infatti cresce ovunque (anche nei bordi delle strade di città) ma sicuramente preferisce boschi radi e luminosi, posizioni soleggiate e asciutte come campi abbandonati ed ambienti rurali. Ovviamente per la raccolta dovremo scegliere terreni lontani dal traffico e situati in zone incontaminate!


Quando si raccoglie?

L’iperico raggiunge la fioritura massima durante il solstizio d’estate e si dice che il giorno più propozio per la raccolta sia proprio il 24 giugno (notte di San Giovanni) da cui il nome popolare.
La tradizione diche che l′iperico veniva colto nella notte di San Giovanni, una notte magica nella quale non solo si riuniscono tradizionalmente le streghe ei diavoli per la loro sabba, ma si traggono gli auspici buoni o cattivi per il futuro.
Non sappiamo se sia vero o meno ma sicuramente questo rimane il periodo più propizio per la raccolta per ottenere il massimo dei benefici da questa straordinaria pianta!


Quali sono le proprietà in cosmetica?

L’iperico è ricchissimo di principi attivi come  flavonoidi, tannini, ipercina, acido clorogenico e caffeico. L’olio di iperico è un valido rimedio in caso di scottature, ustioni ed eritemi solari.  E’ inoltre utile per trattare la pelle arrossata da pannolini nei bambini,  è un ottimo sbiancante per le macchie della pelle, da eccellenti risultati nella cura della psoriasi ed è anche un ottimo alleato per combattere l’invecchiamento poiché stimola la rigenerazione cellulare (è infatti questo il motivo della sua efficacia contro le ustioni).
Eccellente come lenitivo doposole non va però usato prima di esporsi al sole perchè ha un effetto fotosensibilizzante, cioè durante l’esposizione al sole rende la pelle più sensibile agli effetti dannosi delle radiazioni.
Ecco come preparare in casa l’oleolito di iperico.

Ingredienti

Fiori freschi di Iperico

Olio di girasole

Preparazione

La ricetta dell’olio di iperico è molto semplice e prevede solo due ingredienti: i fiori freschi di iperico e olio di girasole (sostituibile con olio di oliva o di mandorle dolci).
Dopo aver raccolto a mano le cime fiorite della pianta bisogna lavarle e asciugarle con un panno. Assicurasi che siano ben asciutte (magari lasciandole un poco al sole) e poi metterle in  contenitori di vetro ricoprendole completamente di olio.  Queste bottiglie vanno lasciate all’aperto, sotto il sole e di tanto in tanto scosse per rimescolarne il contenuto. Noterete che magicamente l’olio inizierà a tingersi di rosso, il famoso rosso d’iperico!!
A questo punto non ci resta che aspettare tre settimane, filtrare e imbottigliare in flaconi più piccoli.
Per il filtraggio consigliamo di eliminare le parti più grosse con un colino e poi filtrare nuovamente con una garza (in mancanza si possono usare anche delle collant!). L’olio che si ottiene è limpido, di colore rossiccio e dal un profumo caratteristico.

Modo d'uso

L’olio di iperico può essere usato puro sulla pelle oppure all’interno di preparati cosmetici.
Noi prepariamo un unguento a base di cera d’api, con oleolito di iperico ed oli essenziali.
Lo consigliamo per eritemi e scottature.
Rispetto all’oleolito è più corposo e si assorbe meno velocemente potenziando gli effetti dell’iperico!

45 commenti
Scritto da
Lucia
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Per preparare questa ricetta

45 Commenti

  1. rosalba says:22 giugno 2011 at 08:14

    grazie per le vostre meravigliose ricette, grazie perchè ricordate al genere umano che le pianticelle non sono state create come infestanti, ma per curare i problemi che possono verificarsi nel nostro corpo, grazie per ricordarci che siamo tutt’uno con la natura che ci circonda, grazie perchè ci insegnate come usare in modo saggio e profiquo ciò che la natura ci offre gratuitamente..si sono ancora mille ragioni per ringraziarvi e ognuno può trovarle soffermandosi un attimo a riflettere su ciò che ci circonda..grazie!!!

    Rispondi
  2. anja says:22 giugno 2011 at 08:50

    Salve! E’ possibile sapere la proporzione olio / fiori? Grazie mille! Compimenti ancora

    Rispondi
  3. Paolo says:22 giugno 2011 at 13:01

    Ciao, guarda caso ho proprio raccolto ieri e imbottigliato in serata, ho usato in un contenitore olio extra vergine di oliva e nell’altro con olio di girasole. Vedremo pio quale sarà il migliore a mio giudizio, visto che è anche una cosa personale e grazie delle informazioni che è sempre bello rileggere.

    Siete grandi, saluti.
    Paolo

    Rispondi
  4. Mevania says:24 giugno 2011 at 08:00

    Grazie Lucia,
    ho inoltrato questo tuo articolo ed ho invitato delle persone a raccoglierlo sulle nostre montagne, luogo molto incontaminato! Grazie ancora.

    Rispondi
  5. Luigi says:24 giugno 2011 at 08:00

    Grazie a te!!!

    Rispondi
  6. Marco says:30 giugno 2011 at 11:07

    Ciao a tutti,

    sono capitato per caso sul vostro sito/blog.

    Mi sono avvicinato da qualche giorno al mondo del “Home Spignatto” e mi sono divertito a realizzare delle creme idratanti semplici (una con lecitina di soia e olio di mandorle e una più carina con burri, oli e tocoferolo + cosgard… soddisfacente come risultato), un tonico viso all’arancia e uno struccante bifasico (acqua e oli vegetali).

    Ma sono molto interessato agli oleoliti e vorrei prepararne alcuni per poi conservarli in bottiglie di vetro ambra con contagocce (magari aggiungendovi del Tocoferolo o quote di olio di Jojoba).

    Ho studiato i 3 metodi: a freddo, digestione solare, bagnomaria e i vari oli utilizzabili: olio di riso, Olys, olio di girasole Bio spremuto a freddo, olio di Jojoba (l’olio di oliva l’ho visto sconsigliare per l’odore forte che ha, e quello di mandorle dolci per la facilità di irrancidimento).

    Potreste spiegarmi come si decide se utilizzare uno o l’altro olio o un mix, il rapporto in cui dosare le erbe e se usarle secche o fresche?

    Vorrei realizzare i seguenti oleoliti:
    Oleolito di Camomilla, Calendula e Lavanda
    Oleolito di Timo, Menta e Rosmarino
    Oleolito di Carota
    Oleolito di Artiglio del Diavolo
    Oleolito di Edera
    Oleolito di Limone
    Oleolito di Arancia
    Oleolito di Iperico

    Proprio in questi giorni pensavo all’Iperico… faccio ancora in tempo a raccoglierlo e fare l’oleolito?
    Una volta lavati ed asciugati i fiori, messi nell’olio e messo il vasetto al sole, conviene chiudere ermeticamente col tappo il vasetto o chiuderlo con una garza con elastico per far evaporare l’acqua residua nella pianta fresca? Và oscurato dai raggi solari?
    Da quello che leggo nel vostro articolo pare nel caso dell’Iperico di no, che non vada oscurato.

    Ho visto spiegare quando si prepara un oleolito con pianta/erba fresca di lasciare asciugare l’erba per 4 o 5 ore o comunque fino a quando non ha dimezzato il suo peso. Concordate?

    E ancora, qualcuno dice di preparare gli oleoliti utilizzando 1 parte di erba/pianta in 7 parti di olio… mi sembra poco… Vo cosa pensate?

    Inoltre, quando si utilizza un erba fresca, fatto il primo filtraggio, se ne esegue un segondo per eliminare eventuali impurità più fini e l’acqua residua… alcuni dicono il giorno dopo, altri 4 giorni dopo… Voi cosa pensate in merito?

    Mi scuso se ho scritto praticamente un tema, ma mi sembrate molto preparati e magari potete togliermi ogni dubbio.

    Attualmente ho preparato col metodo a bagnomaria (3h di bollitura, un giorno di riposo + filtraggio con panno di contone) i seguenti oleoliti:
    - Oleolito di Camomilla (1/3 olio di riso, 1/3 oliio di girasole e 1/3 Olys), prodotto finito circa 110ml, aroma intenso di camomilla. Ho aggiunto 50 gocce di Tocoferolo e lasciato riposare 5gg. Color miele, limpidissimo, con un piccolo residuo sul fondo, pensavo di rifiltrarlo.
    - Oleolito di Lavanda (stessa composizione oleosa), colore olivastro e torbido, omogeneo e dall’aroma intenso. Prodotto finito 300ml.
    - Oleolito di Lavanda e Camomilla preparato con solo olio di riso, ha assunto la stessa colorazione dell’oleolito di Lavanda, stessa torbidezza e il profumo di lavanda copre leggermente quello di Camomilla, comunque riconoscibilissimo. Prodotto finito 300ml
    - Oleolito di carota: in lavorazione con metodo a digestione solare. 150gr di carote Bio, lavate asciugate e ridotte in striscette sottili con un pelapatate, lasciate ad asciugare su un panno di cotone per 10h in casa, riducendo il peso a 100gr. Immerse in un barattolo di vetro da 500ml in 2/3 di olio di girasole e 1/3 di olio di riso con aggiunta di 12 gocce di Tocoferolo. Vaso sigillato con fazzoletto di contone e oscurato completamente con carta stagnola e posto sul davanzale.

    Secondo voi sto procedendo bene?

    C’è anche chi dopo aver realizzato un oleolito a bagno maria ed eseguito il primo filtraggio, mette nell’oleolito altre erbe ed esegue un’ulteriore macerazione di 10-15gg al buio in luogo fresco con metodo tradizionale, poi filtra, lascia riposare 4gg e rifiltra.
    Cosa pensate di questa tecnica?

    Per ultimo vorrei comprendere la differenza tra un olio essenziale, un oleoresina e un oleolito.
    Ad esempio le fragranze per dolci ci sono acquose e oleose. Cosa cambia? Come si realizzano? Per distillazione come gli oli essenziali.
    So che gli oli essenziali profumano molto, ma sono irritanti (ma sono alcolici, acquosi o oleosi?).
    L’oleoresina di vaniglia è semplicemente olio essenziale di vaniglia o essenza di vaniglia? O qualcos’altro di diverso.

    Vi ringrazio fin d’ora per la disponibilità e mi scuso per il post lungo e le mille domande, ma ho solo 15gg di esperienza.
    Spero abbiate il tempo e la voglia di rispondere a tutte le domande. Grazie.

    Buon lavoro

    Marco (Milano)

    Rispondi
  7. Luigi says:3 luglio 2011 at 15:46

    Ciao Marco,
    innanzitutto complimenti per la passione e l’entusiasmo con cui ti sei avvicinato a questo mondo..

    Ci sono diverse tecniche di estrazione e teorie di lavorazione: variano molto da pianta a pianta e per l’utilizzo che si vuole fare quindi è difficile riassumere tutto in una risposta!
    In alcuni casi è molto meglio utilizzare la pianta fresca (come per Arnica, Iperico, Melissa, Camomilla, ad esempio) perché sono piante che si possono rovinare nel processo di essicazione. In altri casi si preferisce la droga essiccata per ridurre il rischio di contaminazio batterica e irrancidimento. In ogni caso per ridurre al minimo il rischio bisogna fare asciguare con cura le materie prime. Anche qui è difficile dare una regola precisa perchè le cose possono variare di molto (tipo di pianta, umidità nell’aria, etc..). In linea di massima, bene per le 4-5 ore di “asciugatura”, possibilemnte disponendoli su un telo all’ombra..vedrai che la pianta si ridurrà notevolemente a causa della perdita dell’acqua.
    Per l’iperico ve bene esporlo direttamente ai raggi solari e quello di chiudere il vaso con una garza è un ottimo suggerimento: permette di far evaporare l’acqua residua e ridurre i rischi di irrancidimento.
    Per il secondo filtraggio appena vedi che iniziano a sedimentarsi sul fondo dei residui puoi procedere alla lavorazione (2-3gg)!!

    Per le differenze tra le varie essenze odorose pensavamo di scriverci un articoletto di spiegazione perchè anche qui la cosa si fa abbastanza lunga e complicata..quando abbiamo un attimo approfondiamo la cosa!

    A presto e buoni spigatti!!

    Rispondi
  8. elisa says:5 settembre 2011 at 20:25

    Buonasera!!anch’io mi sno appena avvicinata al mondo della cosmesi handmade e mi sta entusiasmando tantissimo! ho appena fatto un oleolito di calendula utilizzando solo olio extraverg di oliva ricco di tocoferoli…però mi sta venendo il dubbio che magari sarebbe stato meglio utilizzarne solo metà e l altra metà di girasole..cosa ne pensate? ora è in un luogo fresco asciutto e al buio,lo agiterò 2 volte a sett e dopo 40 gg procederò al filtraggio…giusto?grazie

    Rispondi
    • Luigi says:6 settembre 2011 at 12:29

      Ciao, l’olio di oliva è un ottimo solvente per fare l’oleolito di calendula, ha solo una controindicazione..il forte odore…che quando lo spalmi sulla pelle tende a farti sembrare un’insalata mista!!!
      Scherzi a parte l’olio di oliva ha delle proprietà cosmetiche non indifferenti, per cui la scelta è ottima, l’unico neo appunto è l’odore un po’ forte e la difficoltà ad assorbirsi…

      Rispondi
  9. elisa says:6 settembre 2011 at 12:54

    in effetti sì,l’odore non è dei migliori però ho la pelle secchissima e ho pensato che quello d’oliva fosse quello più adatto alla mia pelle….chiedo ancora una cosina…secondo te(scusami per il “tu”) occorre il tocoferolo?sono andata in farmacia, l ho chiesto liquido( l ho visto sul sito aroma zone) ma mi guardano con due occhi… stile alien…esiste liquido? è vero però che spesso vendono delle ciofeche e che solo quello puro serve come antiossidante mentre gli altri(quello di aroma zone presenta più del 50%di tocoferoli ma di fatto non il 100%)non servono ad una cippa? grazie ^^

    Rispondi
  10. Luigi says:7 settembre 2011 at 12:55

    Si, direi che hai fatto bene..sia ad usare l’olio di oliva sia a darmi del tu!!!
    Il tocoferolo che devi cercare è liquido…nel senso che il tocoferolo è sempre liquido, a volte lo vendono in perle, e cioè sono delle perle gelatinose in cui è racchiuso il tocopherolo liquido, ma di suo appunto si presenta così….
    E’ un ottimo antiossidante e ti consiglio di aggiungerlo almeno allo 0,5% per avere un prodotto più stabile nel tempo.

    Grazie

    Luigi

    Rispondi
  11. Alice says:17 settembre 2011 at 07:57

    Ciao! Io l’olio di iperico lo faccio con l’olio di soja perché lo trovo più leggero e neutro di qualsiasi altro. però a questo punto mi viene il dubbio che, contenendo meno vit. E rispetto all’olio di oliva, sia più deperibile! Comunque è venuto meraviglioso, con un colore rosso rubino spettacolare! Lo uso specialmente addizionato al gel di aloe vera come dopo sole! più che promosso, lo rifarò senza dubbio anche il prossimo anno!!!

    Rispondi
    • Luigi says:19 settembre 2011 at 15:41

      Ciao, in effetti l’olio di soia per la sua composizione tende ad ossidarsi più in fretta, ma non in maniera così significativa. Conservalo al chiuso, con meno aria possibile e al buio, allarmati solo se cambia di molto il suo odore.
      Magari cerca di miscelarlo con l’aloe solo al momento dell’utilizzo perchè se aggiungi direttamente nel flacone un composto acquoso allora sì che avresti problemi di sviluppo batterico…

      Rispondi
  12. Marco says:9 novembre 2011 at 15:02

    Ciao Luigi,
    sono Marco, ho scritto il messaggio del 24/06/2011.

    Innanzitutto grazie mille per la risposta, sei stato davvero paziente ed indulgente.
    Mi ero perso il post e non riuscivo più a ritrovare questa pagina, per questo leggo solo oggi… un colpo di fortuna mi ha riportato qui.

    Vorrei chiederti ancora qualcosina, se mi permetti.

    Ultimamente mi stavo divertendo a creare delle creme composte solo da oli, burri e cera vergine d’api, così non ho il problema dell’irrancidimento e del Tocoferolo di buona o pessima qualità…

    Ne ho fatta una molto buona con Olio di Argan puro, Cera d’Api e un pizzico di Burro di Karité (ogni ingrediente spremuto a freddo e puro ovviamente).
    Era davvero ottima, ma un poco solidina.
    Poi ne ho fatta un’altra 50% Olio di Mandorle Dolci, 50% Oleolito di Vaniglia Bourbons (in Olio di Riso) e Cera d’Api quanto basta per addesare leggermente, effetto unguento (un po’ untina, penso che correggerò aggiungendo un po’ di Cera d’Api ancora e Burro di Karité).

    Mi chiedevo se potevi darmi un consiglio sulle temperature.
    So che gli oli sarebbe meglio non scaldarli oltre i 40°C per non rovinarne le proprietà (specie gli oleoliti e l’Olio di Argan), qualcuno mi ha detto 50-60°C (60 mi sembra troppo), mentre le cere anche 60°C o non si sciolgono.

    Come posso procedere al meglio per non rovinare gli oli e ottenere miscele perfettamente omogenee?
    Per ora metto tutti gli ingredienti già nel contenitore crema nel microonde. Scaldo potenza media per 30-45 secondi e poi completo lo scioglimento delle cere (parzialmente solide ancora) con uno stecchino di legno mescolando pazientemente.
    Poi lo lascio riposare e il prodotto solidificando sembra perfetto sia esteticamente che al tatto.
    Ho usato l’accortezza di aggiungere a parte alla fine dopo che il composto si fosse raffreddato parzialmente l’olio di Argan con un contagocce.

    Cosa ne pensi? Prima facevo due bagnomaria separati ma di cera ne sprechi un sacco attaccata ai contenitori e non si miscela sempre bene.

    Ci sono per caso delle tabelle su come conteggiare la quantità di cere, di burri e di oli in base al prodotto che si vuole ottenere (come tipo di consistenza?)

    Grazie

    Buona giornata

    Marco

    Rispondi
  13. Maria says:9 gennaio 2012 at 08:29

    Buongiorno!
    Vorrei fare un oleolito di edera, centella, ippocastano e rusco mescolando insieme tutte queste erbe e ricoprendo con olio di girasole e jojoba. Mi chiedo se i principi attivi di queste piante sono liposolubili…cioè da queste erbe si riescono ad estrarre tutti i princi attivi attraverso l’oleolito oppure è meglio fare un macerato glicernato? Grazie

    Rispondi
  14. Maria says:9 gennaio 2012 at 08:35

    Buongiorno.
    vorrei fare un oleolito di edera, centella, ippocastano e rusco, mescolando insieme tutte queste erbe. Mi chiedo se mediante questo oleolito si riescono ad estrarre tutti i principi attivi oppure è meglio fare un macerato glicerinato?grazie

    Rispondi
  15. Simona says:30 gennaio 2012 at 21:01

    Ciao Luigi,
    volevo chiederti se è possibile fare un oleolito utilizzando soltanto olio di jojoba oppure devo unire a quest’ultimo un’altro olio vegetale?
    Grazie!!!

    Rispondi
    • Lucia says:6 febbraio 2012 at 20:46

      Ciao, certo che puoi usarlo anche da solo..ma per facilitarne la penetrazione potresti comunque di usarlo in combinazione con un olio leggero come quello di mandorle dolci!

      Rispondi
  16. marina says:20 aprile 2012 at 12:40

    madevo lasciarlo 3 settimane al sole x fare l’olio di iperico ???????

    Rispondi
  17. Luigi says:20 aprile 2012 at 14:53

    Esatto!! Questo è il suo tempo di preparazione…

    Rispondi
  18. Pamela says:11 maggio 2012 at 13:55

    Ciao Luigi,
    ho comprato in un vivaio l’iperico in vaso, ma mi sono accorta ormai a casa che è la verotà Calcynum e non perforatum! Mannaggia, può andare bene lo stesso per farci l’oleolito? Dopo tanta fatica per trovarlo sigh, pensa che ho girato diversi vivai e quando chiedevo l’iperico mi guardavano con gli occhi a palla!
    Grazie e complimenti per il sito :-)
    Pamela

    Rispondi
    • Luigi says:14 maggio 2012 at 14:33

      Ciao, devo dire che mi cogli impreparato…nel senso che è la prima volta che sento parlare di altri tipi di iperico…dovresti chiedere ad un erborista quali sono le proprietà di questo altro tipo di iperico..normalmente le proprietà sono simili, ma non uguali!
      ciao

      Rispondi
  19. Pamela says:20 maggio 2012 at 15:00

    Ciao Luigi,
    la varietà è Calycinum(avevo scritto male),anche io sono rimasta sorpresa poichè credevo esistesse solo il perforatum. Dalle foto che vedo in internet non sono molto diverse e probabilmente non farà grande differenza per l’olio,ma vedrò di informarmi meglio da un erborista.
    Grazie e buona domenica!
    Pamela

    Rispondi
  20. Michele says:3 giugno 2012 at 05:50

    Se può essere utile a Pamela, fanno parte della flora italiana almeno 21 specie di Hypericum, tra cui l’hircinum che odora di caprone. LHypericum perforatum si riconosce dalle altre specie anche per la presenza di due rilievi sul fusticino, mentre l’Hypericum quadrangulum ne ha quattro; gli iperico si somigliano un po’ tutti, ma non per questo hanno le stesse proprietà. Per cui direi di attenersi al perforatum per quanto riguarda la preparazione dell’olio di iperico.

    Rispondi
  21. Carol says:3 giugno 2012 at 16:51

    Salve, mi sto avvicinando al mondo di saponi e cose “fai da te”vi seguo e vi ho incontrato a Herbaria a Macerata, volevo chiedervi un’informazione; più di un mese fa ho messo al sole dell’iperico secco (regalatomi da un’amica) con dell’olio d’oliva buono. Purtroppo non ha preso il colore rubino, ma un giallo-aranciato e prima di buttare via tutto volevo chiedervi qualcosa!!! (buttare l’olio d’oliva è peccato mortale!!)
    1-si può mettere sulla pelle ugualmente o può essere dannoso? specifico che ho la pelle chiara delicatissima che si irrita con nulla, quindi sto molto attenta a ciò che mi metto addosso
    2-vedo che, nonostante la filtratura, sono rimasti molti puntini dei pistilli…devo filtrare di nuovo tutto con della garza?
    Grazie e complimenti per il vostro lavoro!

    Rispondi
  22. ANNA says:13 giugno 2012 at 14:21

    Il mio iperico calycinum è in piena fioritura. Mi risulta che le sue proprietà siano analoghe a quelle del perforatum. Mi butto e preparo l’oleolito con quello che ho. Userò l’olio di vinaccioli che ho già sperimentato con successo in un oleolito di lavanda e melissa. Vi farò sapere

    Rispondi
  23. monica says:5 luglio 2012 at 09:51

    vorrei fare l’oleolito alla menta ed ho letto che il momento migliore per la raccolta è quando la menta è in piena fioritura. Una cosa che non ho capito bene è se devo tenere l’olio con le foglie in infusione esposta al sole o al buio e se devo prima essiccare la menta, oppure va bene con la menta fresca.
    Ho fatto l’oleolito con la lavanda, iperico, elicriso con i fiori non essiccati ed esponendo al sole. Ho fatto bene?

    Rispondi
  24. Antonella says:15 luglio 2012 at 10:12

    Ho fatto l’olio di iperico, è venuto bello rosso,ma non credevo si dovessero lavare i fiori! Ora mi viene il dubbio che il preparato sia pieno di batteri…..che fare ? Ovviamente lo uso solo per uso esterno,tranquillizzatemi per favore ! Grazie.

    Rispondi
    • Luigi says:17 luglio 2012 at 20:46

      Ciao, per quanto riguarda l’inquinamento “batterico” puoi stare tranquilla nel senso che essendo un macerato oleoso non c’è possibilità di sviluppo batterico. Il consiglio prima di lavarli e poi farli asciugare prima di macerarli non è comunque sbagliato perchè così si eliminano le impurità come ad esempio polveri, eventuali smog se è stato raccolto in zone “CITTADINE” ecc…e comunque per rispondere anche a Peppino lavarlo non pregiudica il principio attivo, però anche non lavato non è assolutamente pericoloso…è un accortezza in più, valida specialmente se i fiori sono stati appunto raccolti vicino a strade o comunque luoghi con fonti di inquinamento.

      ciao

      Rispondi
  25. Peppino says:17 luglio 2012 at 16:43

    anch’io non ho lavato i fiori (ho raccolto solo quelli freschi) lavarli mi è sembrato un delitto, potevano “lavare” il principio attivo dell’iperico e poi il posto dove li ho raccolti è lontanissimo da fonti d’inquinamento. Adesso è in infusione al sole da 10 gg ed è già rosso bello.

    Rispondi
  26. Antonella says:22 luglio 2012 at 18:59

    Grazie Luigi,in verità io ho raccolto questi fiori in un luogo sperduto e incontaminato,per cui non ci ho proprio pensato a lavarli,comunque ti ringrazio per avermi tranquillizzato !

    Rispondi
  27. Elisabeth says:26 luglio 2012 at 16:37

    Come Monica (5/7/2012) sono interessata a l’oleolito di menta. Oggi ho raccolto i fiori, ma non sò se è meglio farlo con le foglie, oppure foglie e fiori mescolati….A differenza dell’iperico, l’oleolito di camomilla- come quello di calendula- tendeva a fare mucillagine, allora l’ho messo in frigo. Con la menta starò a vedere l’evolversi della situazione, ma qualche dritta frutto dell’esperienza sarebbe molto gradita. Che bello condividere informazioni sulla “sovranità nei prodotti di cura della salute e cosmetici”….

    Rispondi
  28. bruna says:31 luglio 2012 at 16:44

    ciao Luigi!ho raccolto anchio i fiori di iperico ed ho fatto due vasetti:uno con l’olio extra vergine di oliva e l’altro con l’olio di lino.(il primo per le ferite e il secondo per le scottature)ho preso le ricette dal libro (La salute dalla farmacia del Signore)solo che il mio farmacista mi ha detto che l’olio di lino col tempo va a male.Tu che ne pensi?Ti ringrazio in anticipo Bruna ciao.

    Rispondi
    • Luigi says:1 agosto 2012 at 06:30

      Ciao Bruna, l’olio di lino è un olio che tende ad irrancidire abbastanza facilmente, ma comunque se lo conservi al buio per un anno non dovresti avere problemi.
      In ogni caso anche se un po’ irrancidisce (lo senti dall’odore) non è dannoso da utilizzare. Grazie

      Rispondi
  29. bruna says:1 agosto 2012 at 19:53

    Grazie tante a te ,
    seguirò il tuo consiglio ciaooooooooooooo!

    Rispondi
  30. eleonora messina says:20 agosto 2012 at 08:29

    ho avuto in dono una piccola quantità di olio di iperico e mi è stato detto che posso fare aumentare la sua quantità iniziale continuando ad aggiungere ogni giorno di nuovo olio di oliva in modo da mantenere il livello della quantità ,ma così facendo non si diluisce il potere curativo ? inoltre mi sconsigliano l’uso di olio di semi poichè secondo loro va bene solo quello di oliva cosa mi consigliate di fare ? grazie .

    Rispondi
  31. mariassunta says:1 settembre 2012 at 09:04

    Molto interessante, complimenti. Vorrei fare un olio utilizzando le foglie di ginkgo biloba che ho in casa, ma non conosco la ricetta potete aiutarmi? Grazie

    Rispondi
  32. carmen says:10 ottobre 2012 at 13:38

    SALVE DA POCO MI SONO AVVICINATA AL MONDO DEGLI OLEOLITI, NEL MIO GIARDINO HO UNA PIANTA DI IPERICO, COME ALTEZZA RAGGIUNGE QUASI IL METRO, OGGI PER LA PRIMA VOLTA HO DECISO DI RECIDERE GLI ULTIMI FIORI CHE AVEVA E DI PREPARARE UN OLEOLITO, NEL FRIGO AVEVO UNA BOCCETTA DI OLIO DI LINO MACINATO A FREDDO, HO USATO QUELLO, HO FATTO BENE AD USARLO? POCHè L’OLIO DI LINO UNA VOLTA APERTO DEVE ESSERE CONSERVATO IN FRIGO, HO RIPOSTO IL BARATTOLINO AVVOLTO CON CARTA STAGNOLA NEL FRIGO, HO SBAGLIATO? SCUSATE MA FINO AD ORA L’UNICO OLEOLITO CHE HO PREPARATO è STATO A BASE DI LAVANDA. CON OTTIMI RISULTATI, VERO è CHE HO USATO PER QUELLO OLIO DI SOYA

    Rispondi
  33. carmen says:10 ottobre 2012 at 13:44

    UN ALTRO QUESITO, NEL MIO GIARDINO HO TANTISSIME ROSE, E QUINDI PETALI A VOLONTA’ MI SPIACE OGNI VOLTA GETTARLI, COSA POSSO FARE? SO CHE LEGGENDO NEL SITO NON CONVIENE FARCI OLEOLITI.

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  34. nicola says:15 maggio 2013 at 12:35

    i fiori non si lavano, liperico non si trova in citta’, ma ai piedi delle montagne, stai tranquilla che non ci sono batteri,il macerato si ottiene con i fiori raccolti e messi in macerazzione,ai fatto quello che giusto, ciao

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  35. mariellacatania59@hotmail.it says:9 luglio 2013 at 17:32

    cioa sono mariella mi hanno consigliato l’olio di iperco per la psioriasi dicono che è mircolso e che passa mi daresti una risposta grazie

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    • Lucia says:11 luglio 2013 at 17:25

      Ciao Mariella, l’olio di iperico ha proprietà decongestionanti ed antinfiammatorie e può essere di aiuto per rendere la pelle morbida evitando la desquamazione. Generalmente è utilizzato con soddisfazione anche in caso di psoriasi ma, ci tengo a precisare, che ogni caso è a sè (cause del problema, grado di intensità etc etc..) quindi è difficile fare delle considerazioni “generali” a distanza. Per avere un consiglio particolare è sempre meglio farsi visitare da un buon dermatologo che può valutare di persona le problematiche..

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  36. elena says:15 luglio 2013 at 11:53

    Cosa si può fare coi fiori di iperico dopo che l’oleolito viene filtrato? Si possono reimpiegare in qualche preparazione?

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