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Borse sotto gli occhi: le cause più comuni (e cosa può aiutare davvero)

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Borse sotto gli occhi: le cause più comuni (e cosa può aiutare davvero)

C’è chi le chiama borse, chi occhiaie gonfie e chi le guarda ogni mattina sperando che spariscano da sole. Le borse sotto gli occhi sono uno di quegli inestetismi che compaiono anche quando cerchi di fare tutto per bene: dormi, bevi acqua, usi la crema giusta. Capire da cosa dipendono davvero è il primo passo per non combatterle a caso e scegliere soluzioni che abbiano senso, senza false promesse. In questo articolo facciamo chiarezza sulle cause più comuni e su cosa può aiutare davvero il contorno occhi. Sonno, stile di vita e abitudini quotidiane: da dove nascono davvero le borse Genetica e predisposizione: quando il contorno occhi fa di testa sua Ritenzione idrica e microcircolo: cosa succede sotto la pelle Il fattore età: perché le borse cambiano nel tempo Cosa può aiutare davvero il contorno occhi (e cosa no) Sonno, stile di vita e abitudini quotidiane: da dove nascono davvero le borse Quando si parla di borse sotto gli occhi, le cause vengono spesso ridotte a una notte in bianco. In realtà il sonno è solo una parte del problema, anche se resta una delle più importanti. Durante il riposo notturno il corpo attiva una serie di meccanismi di recupero che coinvolgono anche la circolazione sanguigna e linfatica. Se il sonno è insufficiente o di scarsa qualità, questi processi rallentano e i liquidi tendono a ristagnare, soprattutto nella zona perioculare, dove la pelle è più sottile e meno sostenuta. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, dormire poco o male può alterare l’equilibrio fisiologico dell’organismo, influenzando negativamente il microcircolo e favorendo fenomeni di gonfiore localizzato. Ed è proprio qui che entrano in gioco le borse sotto gli occhi. Oltre al sonno, infatti, contano molto le abitudini di ogni giorno. Alcuni fattori, se presenti con continuità, possono rendere le borse più evidenti e persistenti: Stress prolungato, che influisce sulla circolazione e sulla qualità del riposo Fumo, che compromette l’ossigenazione dei tessuti e accelera l’invecchiamento cutaneo Consumo di alcol, che favorisce la disidratazione e il ristagno dei liquidi Alimentazione ricca di sale, collegata alla ritenzione idrica Su quest’ultimo punto, le raccomandazioni del Ministero della Salute e dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sono chiare: un eccesso di sodio nella dieta favorisce la ritenzione dei liquidi e può avere ripercussioni visibili anche a livello cutaneo, in particolare nelle zone più fragili come il contorno occhi. In altre parole, le borse non compaiono all’improvviso. Spesso sono il risultato di piccoli squilibri ripetuti nel tempo, che si manifestano proprio lì dove la pelle è meno protetta. Intervenire su sonno, stile di vita e alimentazione non significa eliminarle dall’oggi al domani, ma è il primo passo concreto per ridurne la comparsa e prevenirne il peggioramento. Genetica e predisposizione: quando il contorno occhi fa di testa sua A volte puoi dormire bene, mangiare in modo equilibrato e avere uno stile di vita impeccabile… eppure le borse sotto gli occhi restano lì. In questi casi, tra le cause più rilevanti c’è la predisposizione genetica. La zona perioculare, infatti, può essere strutturalmente più fragile già dalla nascita: pelle più sottile, minore sostegno dei tessuti e una diversa distribuzione del grasso sottocutaneo rendono il gonfiore più visibile, anche in giovane età. La dermatologia lo conferma. La SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse) evidenzia come la componente genetica influenzi in modo significativo l’aspetto del contorno occhi, determinando una maggiore tendenza a borse e gonfiori indipendentemente dallo stile di vita. Non si tratta quindi di un difetto da correggere, ma di una caratteristica individuale con cui imparare a convivere in modo consapevole. In presenza di familiarità, le borse possono comparire prima e risultare più stabili nel tempo. In questi casi entrano in gioco fattori strutturali, come: minore tonicità dei tessuti di sostegno maggiore lassità cutanea nella zona perioculare accumulo di tessuto adiposo sotto l’occhio. Anche le linee guida europee in ambito dermatologico sottolineano come le borse di origine genetica siano diverse da quelle legate a ritenzione idrica o stanchezza: tendono a essere più costanti e meno influenzate da sonno e abitudini quotidiane. Questo spiega perché, nonostante uno stile di vita corretto, possano rimanere visibili. Sapere che la genetica ha un ruolo importante aiuta a ridimensionare le aspettative e a scegliere approcci più realistici. In questi casi, l’obiettivo non è cancellare le borse, ma prendersi cura del contorno occhi in modo mirato, sostenendo la pelle e migliorandone l’aspetto generale, senza rincorrere soluzioni miracolose. Ritenzione idrica e microcircolo: cosa succede sotto la pelle Tra le cause più frequenti, la ritenzione idrica è spesso quella meno compresa. Eppure è una delle più determinanti, soprattutto quando il gonfiore compare al mattino e tende a ridursi nel corso della giornata. La zona perioculare è particolarmente predisposta a questo fenomeno perché la pelle è molto sottile, povera di ghiandole sebacee e sostenuta da un tessuto connettivo delicato. Basta poco, quindi, perché i liquidi si accumulino e diventino visibili. Il microcircolo ha un ruolo centrale in questo processo. Quando la circolazione sanguigna e linfatica rallenta, il drenaggio dei liquidi diventa meno efficiente e si crea ristagno. L’Istituto Superiore di Sanità spiega come una circolazione non ottimale possa favorire gonfiori localizzati, soprattutto in aree dove il sistema linfatico è più fragile, come il contorno occhi. A influenzare il microcircolo contribuiscono diversi fattori, spesso legati allo stile di vita: posizione sdraiata prolungata durante il sonno, che rallenta il ritorno dei liquidi scarso movimento, che limita l’attivazione della circolazione alimentazione sbilanciata, ricca di sale o povera di nutrienti utili disidratazione, che paradossalmente spinge il corpo a trattenere più liquidi Anche a livello europeo, i documenti di educazione alla salute promossi dalla Commissione Europea sottolineano l’importanza di una corretta idratazione e di uno stile di vita attivo per sostenere la funzionalità del microcircolo e del sistema linfatico. Quando la causa principale delle borse è il ristagno dei liquidi, il gonfiore tende a essere variabile: più evidente al risveglio, meno marcato durante la giornata. È un segnale utile da osservare, perché aiuta a distinguere le borse legate alla ritenzione idrica da quelle di origine genetica o strutturale. Intervenire su circolazione e drenaggio, con costanza e attenzione, può quindi fare una differenza concreta nell’aspetto del contorno occhi. Il fattore età: perché le borse cambiano nel tempo Con il passare degli anni, le cause delle borse sotto gli occhi si fanno un po’ più complesse. Non si tratta più solo di ritenzione idrica o stanchezza, ma di veri e propri cambiamenti strutturali che coinvolgono la pelle e i tessuti di sostegno. La zona perioculare è una delle prime a risentirne, perché è più sottile, meno elastica e sottoposta a continui movimenti. Dal punto di vista biologico, l’invecchiamento cutaneo comporta una progressiva riduzione di collagene ed elastina, due componenti fondamentali per mantenere la pelle tonica e compatta. La Commissione Europea, nei documenti dedicati alla salute della pelle e all’invecchiamento fisiologico, descrive come questi cambiamenti rendano i tessuti meno capaci di contenere il grasso sottostante e i liquidi, favorendo la comparsa di gonfiori stabili nella zona degli occhi. Con l’età, inoltre, può modificarsi la distribuzione del tessuto adiposo: quello che in gioventù era ben posizionato e sostenuto tende lentamente a scendere o a sporgere maggiormente. È per questo che le borse assumono un aspetto diverso rispetto a quelle legate allo stile di vita: sono più costanti meno influenzate dal sonno o dall’alimentazione spesso presenti anche al risveglio dopo notti regolari Le linee guida dermatologiche europee distinguono infatti tra borse “funzionali”, legate a ristagno e microcircolo, e borse “strutturali”, più tipiche dell’età matura. Questa distinzione è importante perché aiuta a capire che non tutte le borse rispondono allo stesso modo agli stessi rimedi. In questa fase della vita, l’obiettivo non è eliminare un segno naturale del tempo, ma supportare il contorno occhi con gesti e trattamenti coerenti con le reali cause delle borse sotto gli occhi: migliorare l’idratazione, sostenere l’elasticità cutanea e accompagnare la pelle nei suoi cambiamenti, senza aspettarsi risultati irreali. Per approfondire questo argomento leggi i nostri articoli: Siero viso anti-age: a cosa serve, quando si applica e come sceglierlo e Contorno occhi: sieri, maschere e tutti i trattamenti anti-age Cosa può aiutare davvero il contorno occhi (e cosa no) Quando si parla di borse, è facile perdersi tra rimedi improvvisati e promesse poco realistiche. Ma se abbiamo chiarito le cause delle borse sotto gli occhi, diventa anche più semplice capire cosa può davvero essere utile e cosa, invece, ha un effetto minimo o solo temporaneo. Partiamo da un punto fermo: la cosmetica non può modificare fattori genetici né eliminare borse strutturali. Quello che può fare, però, è supportare la pelle del contorno occhi, migliorandone l’aspetto, la qualità e la capacità di reagire agli stress quotidiani. Ed è già molto, se l’approccio è quello giusto. In base alle principali cause, ci sono alcuni obiettivi realistici su cui puntare: idratare a fondo, per migliorare l’elasticità di una zona povera di lipidi sostenere il microcircolo, utile soprattutto in caso di gonfiore da ristagno aiutare il drenaggio, quando le borse sono più evidenti al mattino proteggere la barriera cutanea, che nel contorno occhi è naturalmente più fragile In questo contesto, anche la cosmetica naturale può essere un valido alleato, soprattutto quando è formulata con attenzione e trasparenza. Ingredienti di origine naturale selezionati per le loro proprietà idratanti, lenitive e riequilibranti aiutano a sostenere la pelle del contorno occhi senza appesantirla o stressarla ulteriormente. È un approccio che punta a lavorare in sintonia con la fisiologia cutanea, rispettando l’equilibrio di una zona già fragile e reattiva. Scegliere una cosmetica naturale ben formulata significa anche ridurre il rischio di sovraccaricare la pelle con ingredienti superflui, privilegiando texture leggere e attivi funzionali che accompagnano la pelle nel tempo, con costanza e delicatezza. Accanto alla cosmetica, contano molto anche i gesti quotidiani: applicare il contorno occhi con delicatezza, evitare sfregamenti eccessivi, mantenere una routine costante. Non servono tecniche complicate né rituali infiniti, ma attenzione e regolarità. In definitiva, ciò che può aiutare davvero è un approccio coerente: conoscere le cause delle borse sotto gli occhi, accettare che non esista una soluzione unica per tutti e prendersi cura del contorno occhi in modo rispettoso, graduale e realistico. È qui che si costruiscono risultati visibili e, soprattutto, duraturi. Se questo argomento ti interessa, puoi approfondirlo nel nostro articolo: La Crema Contorno Occhi 3 in 1 per dire addio a borse, occhiaie e rughe In conclusione: capire le cause per prendersi cura del contorno occhi Le borse sotto gli occhi non sono tutte uguali e, soprattutto, non hanno un’unica origine. Come abbiamo visto, le cause delle borse sotto gli occhi possono dipendere dal sonno, dallo stile di vita, dalla ritenzione idrica, dalla genetica o dai naturali cambiamenti legati all’età. Per questo cercare una soluzione universale rischia solo di creare frustrazione. L’approccio più efficace parte dalla comprensione: osservare quando compaiono, come cambiano nel tempo e quali fattori le influenzano di più. Da lì, diventa più semplice fare scelte sensate, sia nelle abitudini quotidiane sia nella skincare, senza aspettarsi miracoli ma puntando a un miglioramento reale e progressivo. Prendersi cura del contorno occhi significa anche questo: ascoltare la pelle, rispettarne i tempi e accompagnarla con costanza, senza combatterla. {{cta('5d58b12c-3d70-4b8e-8625-1ef4c7a2a1f4')}}
Brufoli sul mento: cause ormonali e rimedi naturali

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Brufoli sul mento: cause ormonali e rimedi naturali

I brufoli sul mento hanno un talento speciale: spuntano sempre nei momenti meno opportuni e non chiedono mai il permesso. Non sono lì per caso né per dispetto, ma spesso raccontano una storia fatta di ormoni ballerini e abitudini quotidiane da rivedere. La buona notizia? Capire perché compaiono è il primo passo per mandarli via senza dichiarare guerra alla pelle. E no, non serve aggredirli: a volte basta ascoltarli. Perché proprio lì? Quando i brufoli sul mento decidono di mettersi in mostra Brufoli sul mento e ormoni: quando il problema non è la crema ma il caos interno Brufoli sul mento e abitudini quotidiane: spoiler, non è sempre colpa della skincare Rimedi naturali per i brufoli sul mento: la natura che funziona davvero   Perché proprio lì? Quando i brufoli sul mento decidono di mettersi in mostra I brufoli sul mento non compaiono per caso, anche se spesso sembrano farlo apposta. Il mento fa parte del cosiddetto terzo inferiore del viso, una zona che soprattutto in età adulta tende a essere più reattiva e sensibile agli squilibri interni. Qui la pelle è spesso più ricca di ghiandole sebacee e più esposta a piccoli stress quotidiani che, sommati, possono mandarla facilmente in crisi. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’acne è una patologia infiammatoria della pelle a origine multifattoriale e non ha nulla a che vedere con la scarsa igiene. Alla base ci sono alterazioni del normale funzionamento del follicolo pilifero e della produzione di sebo, che possono manifestarsi in modo più evidente in alcune aree del viso, tra cui proprio il mento. Nel caso dei brufoli sul mento, entrano spesso in gioco più fattori contemporaneamente, come: aumento della produzione di sebo, ostruzione del follicolo, infiammazione cutanea, proliferazione batterica, maggiore sensibilità agli ormoni androgeni e stress meccanico dovuto a sfregamenti e contatti frequenti. Tradotto in parole semplici: non è che la pelle del mento sia più sporca, è semplicemente una zona più sollecitata e più reattiva. Mani che si appoggiano, telefono incollato alla mandibola, sciarpe e colletti che sfregano per ore… tutto contribuisce a creare l’ambiente perfetto per l’infiammazione. Proprio per questo, quando la pelle del mento tende a sviluppare imperfezioni, l’approccio migliore non è aggredire ma riequilibrare. Quando si parla di brufoli sul mento, la tentazione è spesso quella di “fare piazza pulita”: asciugare, disinfettare, eliminare. Peccato che la pelle non funzioni come una superficie da sgrassare, ma come un ecosistema delicato. E quando è in difficoltà – soprattutto per motivi ormonali – ha bisogno di essere accompagnata, non messa sotto torchio. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il trattamento dell’acne dovrebbe puntare a ridurre l’infiammazione e la produzione di sebo senza compromettere la barriera cutanea. Questo vale anche (e soprattutto) quando si scelgono approcci più naturali, che lavorano in modo graduale ma rispettoso. La chiave, però, non è usare tutto insieme sperando nel colpo di scena. È la costanza. I rimedi naturali non promettono risultati in 24 ore, ma lavorano nel tempo, aiutando la pelle a calmarsi e a reagire meglio agli stimoli interni ed esterni. Ed è proprio questo che serve quando i brufoli sul mento tornano ciclicamente. Altro punto fondamentale: naturale non significa innocuo a prescindere. Anche gli ingredienti di origine vegetale vanno scelti e dosati con criterio, soprattutto su una zona delicata e spesso infiammata come il mento. Meglio pochi prodotti, formulati bene, che una stratificazione infinita di rimedi fai-da-te. In altre parole: la natura funziona, ma solo se la si usa con intelligenza. E la pelle del mento, fidati, apprezza moltissimo questo approccio. Per approfondire questo argomento leggi il nostro articolo: Brufoli: quali sono i tipi più comuni e come riconoscerli   Brufoli sul mento e ormoni: quando il problema non è la crema ma il caos interno Quando si parla di brufoli sul mento, prima o poi salta sempre fuori lui: l’ormone. Anzi, gli ormoni. E no, non è una scusa per deresponsabilizzarsi, ma una spiegazione piuttosto concreta. Il mento è una delle zone del viso più sensibili alle variazioni ormonali, soprattutto agli androgeni, che possono stimolare le ghiandole sebacee a produrre più sebo del necessario. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), gli ormoni giocano un ruolo chiave nello sviluppo dell’acne perché influenzano direttamente l’attività delle ghiandole sebacee. Quando questo equilibrio si altera – durante il ciclo mestruale, in periodi di stress intenso, in gravidanza o in fasi di cambiamento ormonale – la pelle può reagire aumentando la produzione di sebo e favorendo l’infiammazione del follicolo pilifero. Ecco perché i brufoli sul mento spesso: compaiono ciclicamente sono più profondi e dolorosi sembrano resistere a detergenti, creme e buone intenzioni spariscono… e poi tornano, come se nulla fosse In questi casi la skincare da sola non basta, ma attenzione: questo non significa che non serva. Significa che va pensata in modo più intelligente, scegliendo prodotti che aiutino la pelle a riequilibrarsi senza stressarla ulteriormente. Aggredire un brufolo di origine ormonale con prodotti troppo sgrassanti o trattamenti “strong'' spesso peggiora l’infiammazione, invece di risolverla. Anche lo stress merita una menzione d’onore. Lo stress influisce sugli equilibri ormonali attraverso il cortisolo, che può aumentare la produzione di sebo e rendere la pelle più reattiva. Risultato? Il mento paga il conto, ancora una volta. La buona notizia è che capire l’origine ormonale dei brufoli sul mento cambia completamente l’approccio: meno guerra, più strategia. Meno asciugo tutto, più sostengo la pelle. Ed è da qui che si costruisce una routine davvero efficace, soprattutto nel lungo periodo. Brufoli sul mento e abitudini quotidiane: spoiler, non è sempre colpa della skincare   Quando compaiono i brufoli sul mento, la prima reazione è quasi sempre la stessa: cambiare detergente, aggiungere un siero, cercare la crema risolutiva. Spoiler: spesso la skincare c’entra solo in parte. Perché il mento è anche una delle zone del viso più stressate dalle abitudini quotidiane, quelle che facciamo senza nemmeno accorgercene. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), oltre ai fattori ormonali e biologici, l’acne può essere aggravata da stimoli esterni e meccanici che favoriscono l’infiammazione del follicolo. Ed è qui che il mento entra in scena: sempre esposto, sempre coinvolto, sempre sotto pressione. Nella vita reale, i brufoli sul mento possono essere favoriti da una combinazione di comportamenti molto comuni, come: toccare spesso il mento con le mani appoggiarlo mentre si studia o si lavora tenere lo smartphone a contatto con la mandibola indossare per molte ore sciarpe, colletti o mascherine usare prodotti troppo aggressivi nel tentativo di asciugare tutto Tutti questi fattori creano un mix di sfregamento, occlusione e irritazione che rende il follicolo più vulnerabile. E quando il follicolo è già sensibile per motivi ormonali, basta poco per far scattare l’infiammazione. Il brufolo, a quel punto, non arriva: si presenta ufficialmente. Qui entra in gioco un concetto fondamentale: meno è meglio. Soprattutto sul mento. Detergere troppo spesso, esfoliare in modo aggressivo o usare prodotti super sgrassanti può compromettere la barriera cutanea, rendendo la pelle ancora più reattiva. Il risultato è l’effetto opposto a quello desiderato: più secchezza, più infiammazione, più brufoli. Rivedere le proprie abitudini è spesso il passo più sottovalutato, ma anche uno dei più efficaci. Perché i brufoli sul mento non si combattono solo davanti allo specchio, ma anche lontano dal lavandino. Rimedi naturali per i brufoli sul mento: la natura che funziona davvero Quando si parla di brufoli sul mento, la tentazione è spesso quella di fare piazza pulita: asciugare, disinfettare, eliminare. Peccato che la pelle non funzioni come una superficie da sgrassare, ma come un ecosistema delicato. E quando è in difficoltà – soprattutto per motivi ormonali – ha bisogno di essere accompagnata, non messa sotto torchio. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il trattamento dell’acne dovrebbe puntare a ridurre l’infiammazione e la produzione di sebo senza compromettere la barriera cutanea. Questo vale anche (e soprattutto) quando si scelgono approcci più naturali, che lavorano in modo graduale ma rispettoso. Nel caso dei brufoli sul mento, alcuni ingredienti di origine naturale sono particolarmente interessanti perché aiutano la pelle a ritrovare equilibrio senza aggredirla, come: tea tree oil, noto per le sue proprietà purificanti e riequilibranti salvia, tradizionalmente utilizzata per supportare la pelle impura bardana, apprezzata per l’azione lenitiva e riequilibrante zinco, utile per sostenere il naturale equilibrio della pelle e limitare l’eccesso di sebo La chiave, però, non è usare tutto insieme sperando nel colpo di scena. È la costanza. I rimedi naturali non promettono risultati in 24 ore, ma lavorano nel tempo, aiutando la pelle a calmarsi e a reagire meglio agli stimoli interni ed esterni. Ed è proprio questo che serve quando i brufoli sul mento tornano ciclicamente. Altro punto fondamentale: naturale non significa innocuo a prescindere. Anche gli ingredienti di origine vegetale vanno scelti e dosati con criterio, soprattutto su una zona delicata e spesso infiammata come il mento. Meglio pochi prodotti, formulati bene, che una stratificazione infinita di rimedi fai-da-te. In altre parole: la natura funziona, ma solo se la si usa con intelligenza. E la pelle del mento, fidati, apprezza moltissimo questo approccio. Per saperne di più puoi leggere gli approfondimenti del nostro blog: qui trovi Niacinamide + Zinco = il siero viso per pelli miste felici e Linea viso pelli impure: i prodotti per prendersi cura di pelle mista, grassa, brufoli e imperfezioni In conclusione: meno fretta, più ascolto I brufoli sul mento non sono un difetto da cancellare in fretta, ma un segnale da ascoltare. Capire cosa li provoca – tra ormoni, abitudini e scelte quotidiane – permette di affrontarli con più consapevolezza e meno stress. La pelle non chiede soluzioni drastiche, ma equilibrio, costanza e un approccio gentile. La cosmesi naturale è un’ottima alleata in questi casi, aiuta a trattare le imperfezioni senza risultare troppo aggressiva sulla pelle. E se le imperfezioni persistono o peggiorano, ricordarsi di consultare un dermatologo è sempre il passo più intelligente per prendersi davvero cura della propria pelle.   {{cta('5d58b12c-3d70-4b8e-8625-1ef4c7a2a1f4')}}    
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